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	<title>Pluraliweb</title>
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	<description>storie di associazioni e volontari</description>
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		<title>Se lo spreco diventa ricchezza&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 10:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>guccinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il tema]]></category>
		<category><![CDATA[banco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[industria agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[oxfam italia]]></category>
		<category><![CDATA[povertà alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco di cibo]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia ci sono almeno 3 milioni e 600mila poveri in difficoltà alimentare ma, secondo Coldiretti, nell'ultimo anno sarebbe raddoppiato il numero di coloro che dichiara di non potersi permettere un pasto adeguato. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia ci sono almeno <strong>3 milioni e 600mila poveri in difficoltà alimentare</strong> (<span style="color: #008000;"><a title="Dalle mense sociali al food sharing" href="http://pluraliweb.cesvot.it/dalle-mense-sociali-al-food-sharing-vecchie-e-nuove-risposte-al-bisogno-alimentare" target="_blank"><span style="color: #008000;">dati Agea 2012</span></a></span>) ma, secondo <span style="color: #008000;"><a href="http://www2.coldiretti.it/News/Pagine/958-%E2%80%93-18-Dicembre-2012.aspx" target="_blank"><span style="color: #008000;">Coldiretti</span></a></span>, nell&#8217;ultimo anno sarebbe<strong> raddoppiato il numero di coloro che dichiarano </strong>di non potersi permettere un pasto adeguato. Sono persone che, in un nucleo familiare di almeno due componenti, spendono meno di <strong>220 euro mensili per le provviste alimentari</strong>.</p>
<p>In questo numero affrontiamo il tema dello <strong>spreco</strong> e della <strong>capacità del volontariato di intercettare e ridistribuire le eccedenze alimentari</strong>. Ma non trascureremo di conoscere anche coloro che <i>vigilano</i>, come <span style="color: #008000;"><a title="Tutto quello che c’è da sapere sulle “10 grandi sorelle” del cibo" href="http://pluraliweb.cesvot.it/le-10-grandi-sorelle-del-cibo" target="_blank"><span style="color: #008000;">Oxfam</span></a></span>, sui processi di <strong>produzione delle principali industrie agroalimentari</strong> nel mondo per “esortarle ad intraprendere tutte le misure necessarie per dare vita ad un sistema alimentare globale più equo”.</p>
<p>Perché il <strong>42% dello spreco è generato dal consumatore</strong> ma il <strong>58% dalla catena di produzione delle industrie</strong>, compresa la ristorazione.<br />
Un po’ di numeri bastano ad inquadrare le dimensioni del problema: secondo la ricerca<span style="color: #008000;"><a title="Dar da mangiare agli affamati" href="http://pluraliweb.cesvot.it/dar-da-mangiare-agli-affamati" target="_blank"><span style="color: #008000;"> “Dar da mangiare agli affamati”</span></a></span>, promossa dal Banco Alimentare e realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà e il Policlinico di Milano, le <strong>eccedenze alimentari</strong> generate ogni anno in Italia sono pari a <strong>6milioni di tonnellate</strong> per un valore stimato intorno ai <strong>13 miliardi di euro</strong>.</p>
<p><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/03/29A9510.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5946" title="volontari Banco alimentare Toscana" alt="volontari Banco alimentare Toscana" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/03/29A9510-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>In Toscana<strong> 576 strutture caritative offrono cibo</strong>, ogni anno, a quasi<strong> 100 mila persone.</strong> Dietro le quinte di questa rete efficiente e solidale c’è quasi sempre il <span style="color: #008000;"><a title="Non facciamo saltare il Banco!" href="http://pluraliweb.cesvot.it/non-facciamo-saltare-il-banco" target="_blank"><span style="color: #008000;">Banco Alimentare</span></a></span>. Un’associazione che dal 1996 opera anche in Toscana proprio con lo scopo di <strong>individuare le fonti di spreco, stoccare le merci recuperate, distribuire gratuitamente e quotidianamente ad enti convenzionati</strong>. Un mondo che ha dell’incredibile.<br />
Un’organizzazione fondata sul turno serrato di<strong> 60 volontari attivi</strong> che, con capacità logistiche degne di una grande azienda, gestiscono <strong>3,5 milioni di chili di prodotti alimentari l’anno</strong>.</p>
<p>Questa capacità permette agli enti caritativi riceventi di non dover spendere soldi per l’acquisto dei beni destinati ai propri assistiti. Ma permette anche, ai donatori della filiera agro-alimentare, di <strong>risparmiare i costi di smaltimento rifiuti nonché di beneficiare di sgravi fiscali</strong>. Ma non tutte le aziende lo sanno. Facciamo passaparola!</p>
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		<title>Non facciamo saltare il Banco!</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rovini</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[banco alimentare toscana]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria firenze]]></category>
		<category><![CDATA[giornata nazionale colletta alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[mense aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[povertà alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco di cibo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2014 spariranno gli aiuti alimentari Ue. L'appello di Leonardo Carrai a Confindustria Toscana ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo chiesto a <strong>Leonardo Carrai</strong>, presidente del<a href="http://www.bancoalimentare.it/it/toscana" target="_blank"> <span style="color: #008000;"><span style="color: #008000;">Banco Alimentare della Toscana</span></span></a>, di raccontarci l&#8217;impegno dell&#8217;associazione nata nel 1996 che oggi conta, nel solo territorio regionale, ben <strong>576 enti convenzionati</strong>.</p>
<p><i>Il Banco Alimentare ha lo scopo di ridistribuire le eccedenze alimentari ad enti e associazioni che si occupano di assistenza ai poveri e agli emarginati, trasformando lo spreco in ricchezza. Quali sono i principali progetti che sostenete?</i></p>
<p>I progetti sui quali stiamo lavorando nascono per rispondere al forte aumento delle richieste di cibo che abbiamo avuto negli ultimi tempi. Con la <span style="color: #008000;"><a href="http://www.bancoalimentare.it/it/collettalimentare" target="_blank"><span style="color: #008000;">Giornata Nazionale della Colletta Alimentare</span></a></span>, quest’anno alla sua diciassettesima edizione, chiediamo agli italiani di donare un po’ della loro spesa in aiuto dei più bisognosi. Da anni poi, con il <b>progetto </b><span style="color: #008000;"><a href="http://www.bancoalimentare.it/it/node/2473" target="_blank"><span style="color: #008000;">“Siticibo”</span></a></span>, stiamo lavorando sul <b>recupero dalle imprese, dalle industrie agroalimentari e della grande distribuzione</b>. Riusciamo anche a recuperare la frutta, il pane e i dessert <b>dalla ristorazione collettiva</b> (ad esempio quella scolastica, grazie alle 24 scuole coinvolte a Sesto, Campi e Signa) e prodotti già cotti e non scodellati – che verrebbero altrimenti gettati via – <b>dalle mense aziendali</b> di importanti industrie del territorio (Nuova Pignone, Gucci, Autostrade Spa, Galileo). Il recupero dei prodotti avviene utilizzando i nostri mezzi refrigerati, gli abbattitori di calore all’interno delle mense aziendali e le celle frigorifero nel nostro magazzino.</p>
<p><i><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/banco_alimentare2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5847" title="Magazzino Banco alimentare Toscana" alt="Magazzino Banco alimentare Toscana" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/banco_alimentare2-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Il programma di aiuto alimentare introdotto in Europa per distribuire alle organizzazioni caritative le </i><i>derrate alimentari provenienti dalle scorte d’intervento comunitarie</i><i>, non sarà più attivo a partire da gennaio 2014. Quali ripercussioni avrà questa risoluzione sulla vostra attività?</i></p>
<p>Purtroppo avrà ricadute dirette su tutte <b>le strutture che stiamo aiutando</b> e che <b>assistono</b> ad oggi oltre <b>100.000 poveri nella sola Toscana</b>. La legge nata nell’1987, che permetteva di trasformare i fondi della Comunità Europea in prodotti alimentari per i poveri, non esiste più e <b>dal 1° gennaio 2014 per gli stati membri non ci saranno più assegnazioni di quote di prodotti da ridistribuire</b>. Al posto della vecchia legge (la Germania <em>in primis</em> ha voluto tale modifica), è stato approvato un finanziamento di <b>2,4 miliardi di euro per il triennio 2014-2017</b>, che però non specifica per quali situazioni di povertà potrà essere utilizzata la quota-parte che toccherà ad ogni singolo stato membro. Bisognerà quindi capire come lo Stato italiano recepirà la normativa e come deciderà di ripartire i fondi che riuscirà ad intercettare. Stiamo dialogando con il Governo, anche insieme a <b>Caritas</b> e <b>Croce Rossa</b>, per capire come contribuire al tavolo di discussione che dovrà essere attivato tra le istituzioni ed il volontariato.</p>
<p><i>A fronte dell’imminente riduzione di generi alimentari, il Banco sta portando avanti un percorso di coinvolgimento delle aziende toscane del settore alimentare. Quali misure prevede?</i></p>
<p>Vorremmo <b>incentivare i produttori e i commercianti di prodotti alimentari a donare le eccedenze al Banco</b>. Penso che ogni imprenditore o commerciante sarebbe contento di partecipare a questo circolo virtuoso, dove nulla va sprecato, e che permette di dare un contributo sociale enorme. Con l’aiuto che ci potrà dare <b>Confindustria</b>, vogliamo farci conoscere meglio dal mondo dell’agroindustria toscana, che spesso non è al corrente delle possibilità che abbiamo nel gestire i prodotti e ridistribuirli a chi ne ha bisogno.</p>
<p><i><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/locandina_convegno_banco_alimentare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5815" alt="locandina_convegno_banco_alimentare" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/locandina_convegno_banco_alimentare-189x300.jpg" width="194" height="308" /></a>Il 2 maggio a Firenze organizzate il convegno “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”. Quale è lo scopo dell’iniziativa?</i></p>
<p>Lo scopo è appunto quello di <b>far emergere il tema dello spreco alimentare</b> e di <b>far conoscere l’attività di recupero del Banco</b> a tutto il mondo dei produttori, distributori e commercianti di prodotti alimentari della nostra regione. Il convegno nasce dalla collaborazione con <span style="color: #008000;"><a href="www.entecarifirenze.it/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Ente Cassa di Risparmio di Firenze</span></a></span>, che ci sostiene da anni nel nostro lavoro di volontari, dalla sinergia avviata con <a href="http://www.confindustriafirenze.it/" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="color: #008000;">Confindustria Firenze</span></span></a>, che può far da leva per divulgare la nostra attività, e dalla collaborazione con <span style="color: #008000;"><a href="http://www.sussidiarieta.net/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Fondazione per la Sussidiarietà</span></a></span>, che ha contribuito insieme alla <span style="color: #008000;"><a href="http://www.bancoalimentare.it/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Fondazione Banco Alimentare Italia</span></a></span> alla prima vera ricerca sullo spreco alimentare, conclusasi con la pubblicazione del libro “<b>Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come risorsa</b>”. Il volume verrà presentato durante il convegno del <b>2 maggio</b>.</p>
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		<title>Dar da mangiare agli affamati</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Perego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[eccedenza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione banco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[povertà alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondazione per la Sussidiarietà "in donazione solo il 6% delle eccedenze alimentari"...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno in Italia <b>6 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura</b>, pari a <b>13 miliardi di euro</b> <b>l’anno</b>. Questi dati sono tratti dalla ricerca <span style="color: #008000;"><a href="http://www.sussidiarieta.net/files/file/Executive%20Summary%20Dar%20da%20mangiare%20agli%20affamati.pdf"><span style="color: #008000;">“Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”</span></a></span> realizzata dalla <b>Fondazione per la Sussidiarietà</b> in collaborazione con il <b>Politecnico di Milano</b> che verrà presentata dal <b>Banco Alimentare della Toscana</b> a <b>Firenze</b> il prossimo <b>2 maggio</b>.</p>
<p>Dalla ricerca si evince che <b>la maggior parte dell’eccedenza</b> pari al <b>58% viene generata dagli attori economici</b>, il <b>42% dai consumatori finale</b>. Concentrando l’attenzione sull’eccedenza generata dagli attori economici è stato stimato che il <b>66, 5% dell’eccedenza viene generata nel settore primario</b>, il 5,2% nello stadio di trasformazione, il 22,3 in quello della distribuzione e il 6,05 in quello della ristorazione.</p>
<p>Il fenomeno dell’eccedenza alimentare è un fenomeno importante, soprattutto in questo momento di crisi del Paese. L’obiettivo principale della ricerca è stato quello di spostare l’attenzione dal puro sensazionalismo – si sprecano molti milioni di tonnellate di alimenti – alla creazione di modelli e strumenti volti a suggerire una <b>strategia concreta per la riduzione all’origine delle eccedenze</b> o quanto meno per la loro <b>gestione &#8211; in modo socialmente utile</b> &#8211; una volta che siano state generate.</p>
<p>Ad oggi, gran parte dell’eccedenza alimentare diviene <b>spreco a livello sociale</b>, cioè non viene recuperata per il consumo umano. <b>Solo una piccola parte &#8211; poco più del 6% &#8211; è donata a <i>food banks</i> ed enti caritativi</b>. Serve innanzitutto un cambiamento culturale, occorre che all’interno delle imprese l’eccedenza, che è un fenomeno fisiologico, sia correttamente gestita una volta che si è generata. <b>Correttamente gestita significa che ci accorgiamo per tempo che c’è dell’eccedenza</b>, la si conferisce a degli intermediari specializzati come il Banco Alimentare che a loro volta la donano a chi ne ha veramente bisogno.</p>
<p><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/03/29A9496.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5954" title="Servizio Siticibo del Banco Alimentare Toscana" alt="Servizio Siticibo del Banco Alimentare Toscana" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/03/29A9496-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Alla presentazione della ricerca interverrà anche <b>Andrea Giussani</b>, presidente della<b> Fondazione Banco Alimentare Onlus</b>, realtà che dal 1989 <b>recupera le eccedenze e le redistribuisce a oltre 8.000 strutture caritative in tutta Italia che assistono a loro volta 1.800.000 poveri</b>. “Se da un lato i risultati ci allarmano – rileva Giussani &#8211; per i volumi di spreco evidenziati, dall’altro ci rassicurano sulle scelte intraprese e ci stimolano a dare il massimo. Questa ricerca rappresenta una finestra sulla realtà per tutti gli attori della filiera agroalimentare, industrie e distributori <i>in primis</i>, e mi auguro li stimoli a considerare sempre più ‘strategico’ il donare le proprie eccedenze a chi – come la Rete Banco Alimentare – con costanza e continuità quotidianamente combatte la povertà e il disagio sociale attraverso il recupero e la redistribuzione delle eccedenze”.</p>
<p>In definitiva occorre una <b>chiara definizione della gerarchia di utilizzo delle eccedenze</b> da parte degli attori della filiera e un <b>impegno congiunto di imprese, <i>food banks</i>, enti caritativi, famiglie e attori pubblici</b> per l’identificazione, valorizzazione e diffusione delle pratiche virtuose. L’impegno congiunto potrebbe portare a <b>recuperare più di 3 milioni di tonnellate di cibo</b>, con un costo per la collettività relativamente ridotto, in rapporto al beneficio ottenibile.</p>
<p><i>Alessandro Perego è, insieme a </i><i>Paola Garrone e Marco Melacini, </i><i>autore del volume “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità”, Edizioni Guerrini e Associati 2012.<br />
</i></p>
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		<title>Dalle mense sociali al food sharing</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>galasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo numeri]]></category>
		<category><![CDATA[campagna contro spreco di cibo]]></category>
		<category><![CDATA[food sharing]]></category>
		<category><![CDATA[mense Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[povertà alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[recupero ridistribuzione eccedenze alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia 15mila enti non profit distribuiscono 2 milioni e 300mila]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sono e quanti sono in Italia i <b>“poveri di cibo”</b>? Secondo l&#8217;ultima <span style="color: #008000;"><a title="agea" href="http://www.bancoalimentare.it/files/Relazione%20AGEA%20su%20programma%202012.pdf" target="_blank"><span style="color: #008000;">Relazione Agea &#8211; Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura</span></a></span> oggi nel nostro Paese vivono<strong> 3 milioni e 600mila persone bisognose di sostegno alimentare</strong>. Nel 2010 erano 2 milioni e 700mila. Grazie alla <span style="color: #008000;"><a href="http://www.sussidiarieta.net/files/Pdf/Sintesi_Poverta_alimentare_in_Italia_280909.pdf"><span style="color: #008000;">prima indagine sulla povertà alimentare in Italia </span></a></span>condotta dalla<strong> F</strong><b>ondazione per la Sussidiarietà</b>, sappiamo che si tratta soprattutto di uomini <strong>tra i 35 e i 64 anni, di nazionalità italiana</strong>. La presenza più consistente si registra nel <b>Lazio</b>, quello <b>più bassa in Toscana</b>, <b>regione che registra anche il più alto numero di mense sociali</b>, seguita da Lombardia ed Emilia Romagna.</p>
<p>Se la <b>distribuzione dei pacchi alimentari</b> rappresenta la soluzione più diffusa per contrastare la povertà di cibo, negli ultimi anni si registra in un <b>aumento delle persone che ricorrono alle &#8220;mense dei poveri&#8221;</b>. Le più diffuse sono le <b>mense Caritas, ben 449</b>: il <b>26,5% è al Sud</b> e il 24% al Centro. Il <b>30,7% è gestito da parrocchie e il 17,5 lavora in convenzione con l’ente pubblico</b>. Le mense Caritas impiegano quasi <b>22mila operatori</b>, di cui oltre <b>20mila sono volontari</b>, ed erogano ogni giorno <b>16.514 pasti</b>, oltre <b>6 milioni l’anno</b> (<span style="color: #008000;"><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/Pubblicazioni/libri_2012/rapporto2012/Rapporto_Povert_2012_Caritas_Italiana.pdf"><span style="color: #008000;">Rapporto Caritas Povertà 2012</span></a></span>).</p>
<p>L’indagine della Fondazione per la Sussidiarietà offre anche <b>la prima ‘fotografia’ degli enti non profit che in Italia si occupano di povertà alimentare</b>. Sono <b>7 organizzazioni nazionali</b>, <b>249 regionali e quasi 15mila organizzazioni locali</b> che distribuiscono pasti e derrate alimentari a <b>2 milioni e 300mila persone</b>. Solo alla rete del <span style="color: #008000;"><a href="http://www.bancoalimentare.it/it/risultati2011"><span style="color: #008000;">Banco Alimentare</span></a></span> fanno capo <b>8mila enti</b> che complessivamente offrono sostegno alimentare a <b>1 milione e 700mila persone</b>.</p>
<p>Con l’aggravarsi della crisi economica e <b>l’imminente </b><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/29A0134.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5861" title="Servizio Siticibo del Banco Alimentare Toscana" alt="Servizio Siticibo del Banco Alimentare Toscana" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/29A0134-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><b>chiusura del Fondo alimentare europeo</b> (leggi l’intervista a <span style="color: #008000;"><a title="Non facciamo saltare il Banco!" href="http://pluraliweb.cesvot.it/non-facciamo-saltare-il-banco" target="_blank"><span style="color: #008000;">Leonardo Carrai</span></a></span>) alcune organizzazioni non profit hanno lanciato importanti <b>campagne contro spreco di cibo e per il recupero e la ridistribuzione</b> di quei <b>6 milioni di tonnellate di eccedenze</b> che ogni anno produce in Italia <b>l’industria agro-alimentare</b> (leggi l’intervento di <span style="color: #008000;"><a title="Dar da mangiare agli affamati" href="http://pluraliweb.cesvot.it/dar-da-mangiare-agli-affamati" target="_blank"><span style="color: #008000;">Alessandro Perego</span></a></span>).<br />
In prima linea il <span style="color: #008000;"><a href="http://www.bancoalimentare.it/it/toscana"><span style="color: #008000;">Banco Alimentare</span></a></span> che in <b>Toscana</b> conta <b>576 enti caritativi</b> <strong>convenzionati</strong> e distribuisce ogni anno oltre <b>3mila tonnellate di prodotti alimentari</b>. Con il sostegno di Cesvot, il Banco Alimentare della Toscana ha avviato il progetto <b>“Il cibo indispensabile</b>” per rafforzare <b>la collaborazione con le aziende agro-alimentare e incrementare il recupero delle eccedenze</b>.</p>
<p>Spingere sempre più aziende ed esercizi commerciali a <b>donare prodotti alimentari in eccedenza</b> è anche l’obiettivo del progetto promosso da <b>Caritas e Comune di Livorno</b> con <b>Cna, Confcommercio, Confersercenti e Legacoop</b>. Ma associazioni ed enti non profit guardano anche ai modelli di sviluppo e produzione agricola, come l’<span style="color: #008000;"><a href="http://www.nicalivo.com/"><span style="color: #008000;">associazione Italia-Nicaragua</span></a></span> che, sempre a Livorno con il contributo di Cesvot, organizza un corso per capire come <b>intervenire sulle filiere di produzione e commercializzazione del cibo</b>.</p>
<p>Garantire un <b>sistema alimentare ‘giusto’ </b>guardando al Sud del mondo è lo scopo di <span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Oxfam</span></a></span>, attiva in Italia dal 2010, e della <span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/coltiva/coltiva"><span style="color: #008000;">campagna “Coltiva</span></a>&#8220;</span> <em>&#8220;</em><i>perché quasi 900 milioni di noi va a letto a stomaco vuoto. Non perché manchi il cibo, ma per via di un sistema alimentare ingiusto, in cui chi ha il potere – poche, grandi imprese e pochi, grandi governi – decide chi mangia e chi va a letto senza cena”</i> (leggi l’intervista a <span style="color: #008000;"><a title="Tutto quello che c’è da sapere sulle “10 grandi sorelle” del cibo" href="http://pluraliweb.cesvot.it/le-10-grandi-sorelle-del-cibo" target="_blank"><span style="color: #008000;">Federica Corsi</span></a></span>).</p>
<p>Sul fronte degli sprechi, invece, opera dal 2003 <span style="color: #008000;"><a href="http://www.lastminutemarket.it/"><span style="color: #008000;">Last Minute Market</span></a></span>, uno Spin Off dell’<b>Università di Bologna</b> che ha messo a punto il <b>primo sistema professionale di riutilizzo di beni invenduti dalla grande </b><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/29A0299.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5865" title="Mensa associazione Aurora Firenze" alt="Mensa associazione Aurora Firenze" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/29A0299-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><b>distribuzione organizzata</b>, tra cui prodotti alimentari ‘freschi’ e ‘freschissimi’. Attivo in <b>12 regioni italiane con 40 progetti</b>, Last Minute Market ha realizzato anche la campagna <span style="color: #008000;"><a title="Un anno contro lo spreco" href="http://www.unannocontrolospreco.org/it/http://" target="_blank"><span style="color: #008000;">&#8220;Un anno contro spreco&#8221;</span></a></span> e il <span style="color: #008000;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #333333;">primo</span> </span></span><span style="color: #008000;"><a title="questionario spreco domestico Italia" href="http://www.lastminutemarket.it/media_news/wp-content/up" target="_blank"><span style="color: #008000;">Questionario sullo spreco domestico</span></a></span> in Italia, dal quale emerge che <b>lo spreco di cibo del 64% degli italiani è pari ogni settimana a 5 euro</b>.<br />
<b>Ridurre gli sprechi e condividere il cibo</b> può essere più facile se si ricorre alla comunicazione online. Questa è la scommessa di <span style="color: #008000;"><a href="http://www.ifoodshare.org/"><span style="color: #008000;">I Food Share</span></a></span>, la <b>prima piattaforma web italiana di <i>food sharing</i></b> nata in Sicilia dall’idea di 4 ragazzi. Lo scopo è chiaro: <b>far incontrare, in modo semplice e veloce, associazioni, parrocchie, aziende, cittadini </b>per recuperare alimenti e quindi ridistribuirli a chi ne ha bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Per saperne di più</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>galasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & Link]]></category>
		<category><![CDATA[food sharing]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[povertà alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[siti utili]]></category>

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		<description><![CDATA[Siti, ricerche, progetti sullo spreco di cibo e la povertà alimentare]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/Pubblicazioni/libri_2012/rapporto2012/Rapporto_Povert_2012_Caritas_Italiana.pdf" target="_blank"><span style="color: #008000;">Rapporto 2012 sulla povertà e l’esclusione sociale in Italia</span></a></span> Caritas 2013</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.sussidiarieta.net/files/file/Executive%20Summary%20Dar%20da%20mangiare%20agli%20affamati.pdf" target="_blank"><span style="color: #008000;">Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità</span></a></span> (sintesi della ricerca), Paola Garrone, Marco Melacini e Alessandro Perego, Banco Alimentare, Fondazione per la Sussidiarietà e Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen Italia, 2012</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.ecocucina.org/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Ecocucina. Azzerare gli sprechi, risparmiare ed essere felici</span></a></span> Lisa Casali, editore Gribaudo 2012</p>
<p><a href="http://www.foodwewant.org/News/Food-We-Want-il-manifesto"><span style="color: #008000;">Il futuro del pianeta rinasce dalla terra!</span> </a>Food we want project 2012</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2013/02/BP_Scopri-il-marchio.pdf"><span style="color: #008000;">Scopri il marchio. Cosa fanno le ‘10 Grandi Sorelle’ del cibo per la giustizia alimentare?</span></a> </span>Rapporto Oxfam 2012</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.west-info.eu/files/GFL_web1.pdf"><span style="color: #008000;">Global Food losses and food waste</span></a></span> Fao 2011</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2013/02/Rapporto_Coltivare_10Gen13_@.pdf"><span style="color: #008000;">Coltivare un futuro migliore: assicurare la giustizia alimentare in un mondo dalle risorse limitate</span></a></span> Rapporto Oxfam 2011</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="\\Sbs01\company\Comunicazione\PLURALIWEB\26_bisogno_cibo_marzo2013\dspace.inea.it\bitstream\inea\262\1\agres_consumo.pdf" target="_blank"><span style="color: #008000;">Comportamenti e consumi socialmente responsabili nel sistema agroalimentare</span></a></span> a cura di Lucia Briamonte e Sabrina Giuca, Inea 2010</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.sussidiarieta.net/files/Pdf/Sintesi_Poverta_alimentare_in_Italia_280909.pdf"><span style="color: #008000;">La povertà alimentare in Italia. Prima indagine quantitativa e qualitativa</span></a></span> (sintesi del rapporto), Luigi Campiglio e Giancarlo Rovati, Fondazione per la Sussidiarietà 2009</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/FAO-infographic-SOFI-2012-en.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-5804" alt="FAO-infographic-SOFI-2012-en" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/FAO-infographic-SOFI-2012-en-433x1024.jpg" width="159" height="368" /></a></span><span style="color: #008000;"><a title="banco alimentare" href="http://www.bancoalimentare.it/" target="_blank"><span style="color: #008000;">www.bancoalimentare.it</span></a></span> Fondazione Banco Alimentare</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org"><span style="color: #008000;">www.oxfamitalia.org</span></a></span> Oxfam Italia</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.ifoodshare.org"><span style="color: #008000;">www.ifoodshare.org</span></a></span> Piattaforma italiana di food sharing</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.foodwewant.org"><span style="color: #008000;">www.foodwewant.org</span></a></span> Campagna europea per un sistema agro-alimentare sostenibile</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.lastminutemarket.it"><span style="color: #008000;">www.lastminutemarket.it</span></a></span> Last Minute Market</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.nonsprecare.it/"><span style="color: #008000;">www.nonsprecare.it</span></a></span> sito contro lo spreco che nasce dal libro &#8220;Non sprecare&#8221;, di Antonio Galdo, Einaudi</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.unannocontrolospreco.org"><span style="color: #008000;">www.unannocontrolospreco.org</span></a></span> campagna contro lo spreco di cibo promossa da Last Minute Market</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.behindthebrands.org/it-it"><span style="color: #008000;">www.behindthebrands.org/it-it</span></a></span> “Scopri il marchio” campagna per la giustizia alimentare promossa da Oxfam</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.edfirenze.eu/2013/03/eat-in-europe-photo-con/"><span style="color: #008000;">www.edfirenze.eu/2013/03/eat-in-europe-photo-con/</span></a> </span>Eat in Europe – Photo Contest 2013</p>
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		<title>No logo, no party!</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>locicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[La campagna del mese]]></category>
		<category><![CDATA[campagna-mese]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione banco alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa volta la campagna del mese non è propriamente una campagna, ma un cartello vetrina, una di quelle scritte adesive che vediamo a bizzeffe nei nostri punti vendita abituali... ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tante volte in questa rubrica ho insistito con “<i>less is better</i>” (meno è meglio).  Questa volta la campagna del mese non è propriamente una campagna, ma un <b>cartello vetrina</b>, una di quelle scritte adesive che vediamo a bizzeffe nei nostri punti vendita abituali, ed ai quali magari non facciamo nemmeno caso.</p>
<p>L’ho scelto perché rappresenta una vera e propria lezione di quanto siano importanti in comunicazione parole come <b>semplicità, coerenza, equilibrio, evoluzione</b>. Una lezione anche per me.</p>
<p>Il soggetto è <b>Big Store</b>, catena di supermercati attiva nel nostro paese, che aiuta la <span style="color: #008000;"><a href="http://www.bancoalimentare.it/"><span style="color: #008000;">Fondazione Banco Alimentare</span></a></span> <b>raccogliendo e consegnando i prodotti vicini alla scadenza</b>: Banco Alimentare si occuperà poi di <b>re-distribuire la merce alle innumerevoli</b> <b>associazioni caritative</b> (<b>oltre 500 solo in Toscana</b>) per la consegna a persone bisognose.</p>
<p>Come sempre, ricordo che un buon messaggio pubblicitario è fatto di due componenti: l’<b>immagine</b> e le <b>parole</b>. In questo caso sia l’immagine che le parole sono un <b>elogio della semplicità</b>, con un’immagine semplice (il cuore di pasta) che <b>segnala con grande empatia valori come amore, vicinanza, affetto</b>, ed un bilanciamento raggiunto attraverso l’uso di una <i>body copy</i> (il testo) di impatto emotivo.</p>
<p>Poche informazioni, ben separate ed identificabili (<b>equilibrio=chiarezza</b>).</p>
<p>Il <b>modello A.I.D.A.</b> trova qui una sintesi perfetta: <b>Attenzione</b> attraverso l’immagine, <b>Interesse</b> con la <i>body copy</i>, <b>Desiderio</b> e <b>Azione</b> sublimati, il blu del fondo a ricordare l’azzurro della maglia della nazionale di calcio (o il blu Barilla…) in ogni caso rendendo il cuore di pasta ancora più visibile. <b>Elias St. Elmo Lewis</b> (che nel 1898 ideò il modello AIDA) ne sarebbe davvero fiero.</p>
<p style="text-align: left;">Niente da dire: immagine perfetta. Allora insisto a cercare il suggerimento di chi conosce il mestiere: e allora torno al contesto, ma soprattutto ai concetti iniziali, e mi accorgo che <b>non c’è il logo del Banco Alimentare</b>.<br />
<a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/04/campagna2.png"><br />
<img class="size-medium wp-image-5750 aligncenter" title="banco alimentare" alt="banco alimentare" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/04/campagna2-300x80.png" width="300" height="80" /></a></p>
<p>In questo caso, quindi, l’azione di solidarietà (almeno dal punto di vista visivo–pubblicitario) è in capo al solo soggetto “privato”, mentre <b>al soggetto “sociale” non viene dato risalto visivo</b>: questo tipo di problematiche si riscontra spesso, <b>una specie di pudore, di timore ad esporsi</b>, quasi che fare pubblicità al proprio logo sminuisca il valore etico dell’azione.</p>
<p>Al contrario, direi: affermare di avere fatto una azione, <b>sostenere la propria visibilità</b>, permettere al consumatore di ricordare, di <b>memorizzare il messaggio</b> insito anche in un semplice logo, è il miglior viatico per le azioni successive.</p>
<p>In ogni occasione, quindi, vi suggerisco di <b>approfittare della visibilità per dare risalto al vostro logo, alla vostra immagine</b>; immaginate quante persone vedono un adesivo su una porta, e quanti di più avrebbero potuto vedere (e ricordare) il <b>logo del Banco Alimentare</b>. E quanti di più, oggi, se lo ricorderebbero.</p>
<p>Alla prossima, e… fate pubblicità!!!</p>
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		<title>Cesvot al Festival del Volontariato</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 08:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cesvot in breve]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sociale]]></category>
		<category><![CDATA[festival del volontariato lucca]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo sociale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[villaggio solidale lucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricco il calendario delle iniziative promosse da Cesvot all’interno del Festival: agricoltura sociale, giovani e partecipazione, scuola, formazione, comunicazione sociale...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’edizione 2013 del “<b>Festival del Volontariato – Villaggio Solidale</b>”, evento nazionale promosso dal <b>Centro Nazionale per il volontariato</b>,<strong>dal </strong><strong>Cesvot</strong><strong> e dalla</strong><strong> Fondazione Volontariato e Partecipazione</strong><strong>,</strong> si tiene quest’anno al Real Collegio di <b>Lucca</b>, in pieno centro storico, <b>dall’11 al 14 aprile</b>.</p>
<p>Quattro giorni di <b>eventi</b>, più di cento <b>appuntamenti culturali</b>, circa 400 fra <b>relatori e ospiti d’eccezione</b>, un migliaio di <b>volontari</b> coinvolti e 150 <b>organizzazioni</b>.</p>
<p>Ricco il calendario delle <a href="http://www.cesvot.it/repository/cont_schedemm/8573_file.pdf" target="_blank"><span style="color: #008000;"><span style="color: #008000;">iniziative promosse da Cesvot</span></span></a> all’interno della manifestazione: si parlerà di agricoltura sociale, giovani e partecipazione, scuola e volontariato, formazione, comunicazione sociale.</p>
<p>Si inizia <b>g</b><b>iovedì 11 aprile </b>con un incontro di <span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/scuolavolontariato-giovani-e-associazioni-in-rete" target="_blank"><span style="color: #008000;">Scuola e Volontariato</span></a></span>: “<b>Viaggio nella solidarietà. Turismo responsabile a Villaggio Solidale. I volti di Lucca</b>”.</p>
<p>Studenti provenienti da ogni parte della regione saranno coinvolti in un percorso di conoscenza della realtà solidale e della rete associativa della città, incontrando le associazioni presso le loro sedi o all’interno delle mura di Lucca. Nel pomeriggio i ragazzi assisteranno alla <i>lectio brevis</i> che vedrà l&#8217;intervento di Don Giacomo Panizza sul tema della <b>legalità</b>.</p>
<p><b>Venerdì 12 aprile </b>sarà la volta dell’<b>agricoltura sociale</b>. Il convegno “<b>Capire, concepire, progettare l’agricoltura sociale: il volontariato alla prova di un modello collaborativo nella co-produzione e nei servizi alla persona</b>” sarà l’occasione per approfondire un progetto che Cesvot <span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/volontariato-per-agricoltura-sociale"><span style="color: #008000;">promuove da alcuni mesi</span></a></span> per sostenere le associazioni di volontariato attive nell’agricoltura sociale. L’obiettivo è individuare <b>strumenti e metodologie innovative</b> <b>comuni</b> di supporto alle associazioni per la creazione di reti territoriali e per il potenziamento delle pratiche di agricoltura sociale su scala regionale.</p>
<p><b>Sabato 13 aprile</b>, dalle ore 11.00,spazio a “<b>Le competenze del volontariato</b>”, uno scambio di esperienze delle associazioni e riflessioni di esperti alla luce del nuovo Sistema nazionale di certificazione delle competenze introdotto da pochi mesi.</p>
<p>Nel pomeriggio sarà la volta della comunicazione: “<b>Il giornalismo è sociale. Raccontare le storie per raccontare l’Italia</b>”, con la partecipazione di Carmen Lasorella e Franco Bomprezzi. Nell’occasione sarà presentato l’e-book con le storie vincitrici del concorso “<span style="color: #008000;"><a href="http://www.festivalvolontariato.it/?p=454"><span style="color: #008000;">L’Italia migliora. Storie per il cambiamento</span></a></span>”, promosso da Cnv e Cesvot in collaborazione con il <b>Giornale Radio Sociale</b>. Una selezione dei racconti musicati saranno letti dall’attrice Daniela Morozzi.</p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/cesvot-al-festival-del-volontariato/bannerok-2" rel="attachment wp-att-5881"><img class="alignleft size-medium wp-image-5881" alt="banner villaggio solidale" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/04/bannerok1-300x166.jpg" width="300" height="166" /></a></span>Sempre sabato pomeriggio è prevista la tavola rotonda organizzata dalla <strong>Delegazione Cesvot di Lucca</strong> per discutere di “<b>Salute e comportamenti eco-sostenibili</b>”.<br />
L’ultimo appuntamento in programma è per <b>domenica 14</b>, ultimo giorno della rassegna, con la presentazione della ricerca “<b>Giovani e partecipazione in Toscana. Sfide e opportunità per il volontariato</b>”. Interverranno i rappresentanti delle associazioni giovanili coinvolte nella ricerca.</p>
<p><a title="Festival Volontariato Lucca 2013" href="http://www.festivalvolontariato.it" target="_blank"><span style="color: #008000;">www.festivalvolontariato.it</span></a><br />
<span style="color: #008000;"> <a href="http://www.facebook.com/villaggio.solidale"><span style="color: #008000;">Facebook</span></a> </span><br />
<span style="color: #008000;"> <a href="https://twitter.com/VolontariatOggi"><span style="color: #008000;">Twitter</span></a></span> &#8211; Hashtag #FdV13</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sulle “10 grandi sorelle” del cibo</title>
		<link>http://pluraliweb.cesvot.it/le-10-grandi-sorelle-del-cibo</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 08:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Corsi</dc:creator>
				<category><![CDATA[L’esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[fame nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[industria agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[oxfam italia]]></category>
		<category><![CDATA[povertà alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto dei diritti dei lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[spreco di cibo]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopri il marchio con Oxfam! Numeri e retroscena dell'industria alimentare...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’attuale <strong>sistema alimentare mondiale è al collasso</strong>: non garantisce né equità né sostenibilità. Per denunciare questa situazione, <b>Oxfam Italia</b> ha infatti di recente lanciato la campagna <span style="color: #008000;"><a title="Scopri il marchio - Oxfam Italia" href="http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2013/02/BP_Scopri-il-marchio.pdf" target="_blank"><span style="color: #008000;">Scopri il Marchio</span></a></span><b><i>,</i></b> classificando le politiche attuate nel Sud del mondo dalle <b>10 maggiori aziende del settore alimentare</b>.</p>
<p><b>LA FAME COLPISCE ANCORA 900 MILIONI DI PERSONE</b></p>
<p>Sebbene ci sia abbastanza cibo per tutti, a livello globale, ne viene sprecato ben un terzo. Oltre <b>1,4 miliardi di persone sono in sovrappeso mentre 900 milioni soffrono la fame</b>, ovvero una persona su otto nel mondo non ha accesso al cibo. Secondo gli ultimi dati Fao, <b>maggiore insicurezza alimentare la si registra in Africa,</b> soprattutto nell’area sub-sahariana dove <b>il 26,8% della popolazione soffre la fame</b>. A seguire <b>l&#8217;Asia e l’America Latina</b>, dove rispettivamente <b>sono colpiti il 14% e l’8% dei cittadini. </b>Ma il fenomeno non risparmia nemmeno i <b>Paesi sviluppati:</b> qui <b>è l’1,4% delle persone a soffrire di denutrizione. </b>E per ironia della sorte, <b>la stragrande maggioranza di coloro che nel mondo soffrono la fame sono i piccoli produttori agricoli e i braccianti</b> che soccombono  di fronte  a leggi di mercato legate alla massimizzazione dei profitti, piuttosto che alla condivisione estesa dei benefici.</p>
<p><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/foto_oxfam2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5853" alt="Oxfam" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2014/04/foto_oxfam2-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>A tutto questo, si aggiungono dinamiche che esasperano ancora di più il problema: <b>cambiamenti climatici</b> che determinano una crescente instabilità delle rese agricole, <b>la selvaggia fluttuazione dei prezzi alimentari </b>causati dalla speculazione sulle materie prime, ma anche la <b>domanda concorrenziale di beni agricoli</b> <b>non per uso alimentare</b>, bensì energetico. In questo quadro è evidente che gli ingranaggi dell’attuale sistema alimentare mondiale vadano reimpostati per garantire equità di accesso e sostenibilità nell’uso delle sempre più scarse risorse naturali. <b>Le responsabilità e le possibilità di cambiamento sono in capo a tutti gli attori: dai Governi alle imprese, dai produttori fino ai consumatori.</b></p>
<p><b>L&#8217;APPELLO AI CONSUMATORI<br />
</b></p>
<p>La campagna &#8220;<span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2013/02/BP_Scopri-il-marchio.pdf"><span style="color: #008000;">Scopri il Marchio&#8221; </span></a></span>ha acceso i riflettori sulle responsabilità delle <b>“10 Grandi Sorelle”</b> del cibo: <b>Nestlé, Danone, Mars</b>… solo per citarne alcune. Nel <span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2013/02/BP_Scopri-il-marchio.pdf"><span style="color: #008000;">rapporto di ricerca</span></a></span> diffuso da Oxfam, infatti, sono valutate le loro <b>performance ambientali e sociali</b> in relazione a <b>7 ambiti tematici cruciali </b>per il raggiungimento di una produzione sostenibile: <b>la gestione di terra e acqua; l’attenzione al genere; il rispetto dei diritti di lavoratori e contadini; il contrasto ai cambiamenti climatici; la trasparenza del loro operato</b>. Nessuna di queste aziende fa abbastanza. Una riforma delle politiche e pratiche delle 10 più grandi multinazionali dell’alimentare, che <b>da sole rappresentano all’incirca il 10% dell’economia mondiale</b>, avrebbe delle ripercussioni enormi.</p>
<p>E qualcosa si sta già muovendo: è di questi giorni <b>l’impegno che Nestlé e Mars hanno assunto, in </b><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/04/infografica_oxfam_multinazionali_cibo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5755" title="Oxfam - Multinazionali cibo" alt="Oxfam - Multinazionali cibo" src="http://pluraliweb.cesvot.it/wp-content/uploads/2013/04/infografica_oxfam_multinazionali_cibo-300x205.png" width="314" height="214" /></a><b>risposta alle petizioni di oltre 60mila consumatori, per contrastare l’ineguaglianza di genere nelle loro filiere di produzione del cacao.</b> Una buona notizia, dato che il cibo che si coltiva, come lo si coltiva e come viene distribuito è una questione che ha impatti su ogni singola persona del pianeta. Èd è con questo spirito che <i>Scopri il Marchio</i> <b>vuole risvegliare le coscienze dei consumatori</b>: nessuno di questi colossi dell’alimentare è così potente da poter restare indifferente alle richieste dei propri clienti, <span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/coltiva/coltiva/scopriilmarchio"><span style="color: #008000;">facciamoci sentire</span></a></span>!</p>
<p>Per maggiori info e poter sottoscrivere la campagna di Oxfam: <span style="color: #008000;"><a href="http://www.oxfamitalia.org/scopriilmarchio"><span style="color: #008000;">www.oxfamitalia.org/scopriilmarchio</span></a></span></p>
<p><b><i>Oxfam Italia </i></b><i>è un’organizzazione non governativa nata in Toscana, parte della confederazione globale Oxfam, leader mondiale nei programmi di lotta alla povertà in ambito rurale. Si inserisce in un network di 17 organizzazioni che lavorano insieme in oltre 90 paesi e con più di 3.000 partner per sconfiggere l’ingiustizia della povertà nel mondo. Rappresenta la società civile nelle più importanti organizzazioni internazionali, dal Fondo Globale per la Lotta all’Aids all’advisory group del Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite. Lavora attraverso programmi di sviluppo, interventi di emergenza, campagne di opinione e attività educative per coltivare un futuro migliore in cui tutti, ovunque, abbiano cibo a sufficienza. Sempre.</i></p>
<p><i>Oxfam Italia<br />
Via Concino Concini, 19 &#8211; Arezzo<br />
Tel. 0575 182481<br />
</i><span style="color: #008000;">www.oxfamitalia.org</span><i><br />
</i></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Empoli i “Lunedi del Volontariato”</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 08:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Delegazioni]]></category>
		<category><![CDATA[bandi di finanziamento volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[delegazione cesvot empoli]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione di eventi volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato a empoli]]></category>

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		<description><![CDATA[“I Lunedì del Volontariato” è il titolo dell’iniziativa promossa dalla Delegazione Cesvot di Empoli, un percorso per anticipare le necessità delle associazioni... ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<span style="color: #008000;"><a href="http://www.cesvot.it/repository/cont_schedemm/8490_file.pdf"><span style="color: #008000;">I Lunedì del Volontariato</span></a></span>” è il titolo dell’iniziativa promossa dalla <span style="color: #008000;"><a href="http://www.cesvot.it/usr_view.php/ID=247/livello_1=Il%20Cesvot/livello_2=Le%20Delegazioni/livello_3=Empoli"><span style="color: #008000;">Delegazione Cesvot di Empoli</span></a></span> che ha avuto inizio lo scorso 25 marzo. L’idea di questa iniziativa è nata lo scorso novembre durante gli incontri organizzati con le <b>realtà operanti nel terzo settore</b> in alcuni comuni del territorio. Grazie a questi incontri è stato possibile definire i temi de “I Lunedì del Volontariato” in base alle <b>criticità maggiormente evidenziate dalle associazioni</b>.</p>
<p>Una volta scelti gli ambiti, ci siamo immaginati un percorso che potesse <b>anticipare le necessità delle associazioni</b>: abbiamo quindi deciso di dedicare un incontro per approfondire il tema dei <b>bandi di finanziamento al volontariato</b>, un altro appuntamento sarà invece dedicato all’<b>organizzazione di eventi </b>e alla <b>realizzazioni di locandine e depliant</b>, infine un altro ‘lunedì’ sarà incentrato sul tema della <b>rendicontazione dei progetti</b>.</p>
<p>Nel primo appuntamento dal titolo <b>«Dall’esigenza all’idea: i bandi di finanziamento. L’esempio del bando Formazione Cesvot»</b> abbiamo cercato di capire <b>come si legge un bando</b>, come si struttura nel tempo – solitamente limitato – il lavoro interno finalizzato alla partecipazione a tale opportunità. <b>Domande semplici, risposte concrete</b> – questo lo slogan dell’iniziativa – per intercettare e semplificare lo sforzo che nelle associazioni di volontariato spesso comporta la partecipazione ad un bando.</p>
<p>Il <span style="color: #008000;"><a href="http://www.cesvot.it/usr_view.php/ID=14270"><span style="color: #008000;">bando Formazione di Cesvot</span></a></span> (uscito lo scorso 19 marzo) è stato utilizzato come esempio. La presenza di <span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/la-progettazione-partecipata"><span style="color: #008000;">Riccardo Andreini</span></a></span>, estensore del bando e relatore al primo incontro svoltosi lunedì 25 marzo, è stata perciò molto utile. Nel prossimo incontro <b>«Dall’idea all’evento: come progettare un’iniziativa»</b>, in programma <b>lunedì 22 aprile</b>, saranno approfonditi gli aspetti legati all’organizzazione di eventi pubblici.</p>
<p>Spesso il percorso da intraprendere per <b>trasformare una buona idea in un evento</b> è una strada costellata di difficoltà, fatiche, telefonate, email, prenotazioni, disdette… Una buona progettazione diminuisce il sovraccarico a beneficio sia delle persone che ci lavorano che della riuscita dell’iniziativa. Ad aiutarci in questo sforzo saranno <span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/author/guccinelli"><span style="color: #008000;">Cristiana Guccinelli</span></a></span>, responsabile del Settore Comunicazione Cesvot e <span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/author/locicero"><span style="color: #008000;">Bruno Lo Cicero</span></a></span>, esperto di pubblicità sociale.</p>
<p>Ecco nel dettaglio i prossimi incontri: <b>27 maggio “Dall’evento alla stampa: semplice come un dépliant!”</b> con Bruno Lo Cicero e Osman Bucci; <b>23 settembre “Progettare per il volontariato”</b> con Giorgio Sordelli; <b>28 ottobre “Rendicontare le spese di un progetto”</b> con Claudia Barsanti; <b>25 novembre “Volontariato + social + network”</b> con <span style="color: #008000;"><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/sociale-2-0"><span style="color: #008000;">Elisa Giannini</span></a></span>.</p>
<p>Tutti <b>gli incontri sono gratuiti</b> e si svolgono presso la sede della Delegazione Cesvot di Empoli, in via Salvagnoli 34 (dalle ore 18.00). <b>Per partecipare basta inviare una email </b>a <span style="color: #008000;"><a href="mailto:del.empoli@cesvot.it"><span style="color: #008000;">del.empoli@cesvot.it</span></a></span>. Vi aspettiamo!</p>
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		<title>8 marzo, basta giallo!</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 10:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>locicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[La campagna del mese]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[campagna-mese]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un consiglio prima di cominciare: se sei un’associazione che parla di donne, alle donne, per le donne, l’8 marzo “scappa dal giallo”...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un consiglio prima di cominciare: se sei un’associazione che parla di donne, alle donne, per le donne, <b>l’8 marzo “scappa dal giallo”</b>. Nel villaggio globale della comunicazione per la <b>Festa della Donna</b>, tutta la strabordanza di mimosa, quel profumo leggero e costosissimo dei rametti di fiore marzolino, le pagine pubblicitarie cariche di tinte tra il “giallo canarino pallido” ed il “giallo semaforo” rischiano semplicemente l’indigesto ed inguardabile <i>jam-effect</i> (una marmellata che rende inguardabili marche, feste, cene…).</p>
<p>Non mi stancherò mai di ripetere la formula: pubblicità efficace uguale impatto per argomentazione… ma ricordo che tra i due fattori, <b>l’impatto è certamente il principale</b>. Tra i professionisti della comunicazione è in voga (e da più di 80 anni) un modello di costruzione dei messaggi che si chiama <b>A.I.D.A. (acronimo che sta per Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione)</b>: significa che prima di tutto, prima di spingere all’azione, un messaggio pubblicitario deve <b>suscitare desiderio</b>, il quale nasce da un interesse.</p>
<p>Soprattutto, questo modello (infallibile…) ci insegna che <b>catturare l’Attenzione è l’obiettivo fondamentale</b>, principale:  intorno all’8 di marzo, tutti quei messaggi pubblicitari che girano intorno al solito colore della mimosa, che usano la donna e la sua iconografia (anche fisica, ma non solo) diventano semplicemente inefficaci perché non sono attenzionali (un po’ come cercare di far distinguere il gusto delle proprie verdure dentro al minestrone di giornata).</p>
<p>Ma se nel minestrone qualcuno mette <b>l’ingrediente che non ti aspetti</b> (il cioccolato, per esempio), ecco che proprio <b>il cioccolato sarà il primo gusto che sentiremo</b>:  in quel giorno eravamo pronti al minestrone, ci aspettavamo le solite verdure, il nostro palato era già predisposto, e invece non ricorderemo altro che il cioccolato.</p>
<p>Con questo esempio-limite (parecchio ‘limite’…) vi invito almeno ad <b>evitare l’omologazione</b>, la solita distesa di petali gialli, rotondi e cotonosi e  tutte quelle loro inutili sfumature (nei testi, nelle foto, nei fondi dei manifesti o dei volantini). <b>Basta giallo</b>.</p>
<p>Prima di convincere, <b>la pubblicità deve farsi ricordare</b> tenendo sveglia proprio l’attenzione, e per tenerla sveglia la prima cosa da fare è svegliarla: tanta <b>ironia e  leggerezza</b> potrebbero non servirvi, o non essere compatibili con i vostri argomenti di comunicazione, ma se rifuggirete una banale (ed invisibile) iconografia, se vi concentrerete sui valori creando <b>un mix vincente tra</b> <b>attenzione, interesse, desiderio ed azione</b>, lo sforzo creativo vi permetterà di essere ricordati.</p>
<p>Lo sforzo creativo, non certo un banale punto di giallo. Alla prossima, e… fate pubblicità!!!</p>
<p><strong>Ps.</strong> A mia moglie, alle mie due figlie, a tutte le mie affezionate lettrici, gli auguri per 364 giorni di grande vitalità (l’8 marzo, di solito, vi annoiate…).</p>
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