La campagna del mese

Uomini che maltrattano le donne: che fare?

di Elisa Giannini

Copertina libro Uomini che maltrattano le donne

“La violenza è semplice; le alternative alla violenza sono complesse” (Friedrich Hacker): la considerazione sembra condensare il percorso di ricerca esposto in questo libro.
Il punto di partenza è Bologna: qui il Comune e la Casa delle donne per non subire violenza hanno deciso di unire le proprie forze per affacciarsi sul panorama europeo e partecipare al progetto Muvi (Sviluppare strategie di intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità), insieme a Barcellona e Atene. L’adesione all’iniziativa ha richiesto un lavoro di due anni, e la pubblicazione racconta proprio quest’avventura.

Nelle pagine del libro si espongono con chiarezza i dati della ricerca-azione sulle tre realtà europee alla luce delle attuali politiche, offrendo anche al lettore “non addetto ai lavori” una visione completa del fenomeno della violenza sulle donne ed una prospettiva culturale e politica diversa.
Le curatrici sono esperte del tema e sanno esporre il problema con precisione e semplicità: Giuditta Creazzo si occupa da anni di violenza sulle donne in qualità di ricercatrice e di formatrice; Letizia Bianchi è docente di Sociologia della famiglia presso l’Università di Bologna.

L’indagine, realizzata attraverso interviste approfondite e focus group, ha coinvolto operatrici dei centri antiviolenza, gruppi di volontariato, personale delle forze dell’ordine, della magistratura, delle strutture ospedaliere, donne maltrattate e uomini maltrattanti. Di fronte alla realtà che emerge appare difficoltoso trovare soluzioni per questa piaga. Perché le violenze hanno ancora un alto profilo di invisibilità; perché la percezione degli atti compiuti è quasi sempre distorta, sia da parte di chi riceve le violenze sia da chi le compie; perché le sfaccettature sono molteplici (esistono violenze fisiche, sessuali, psicologiche o economiche…).

Nel tentativo di sperimentare percorsi diversi dal carcere, che costituisce una soluzione d’emergenza ma che non rieduca né cambia in meglio le persone, una formula che ribalta le regole del gioco arriva dalla Norvegia: a Oslo nasce nel 1987 il primo centro in Europa per uomini violenti, Alternative alla violenza (Atv). L’esempio norvegese può quindi rappresentare una strada inedita, una nuova “strategia d’intervento” per aiutare gli aggressori a riconoscere il problema dell’uso della violenza e indurli a chiedere aiuto.

Giuditta Creazzo, Letizia Bianchi (a cura di), Uomini che maltrattano le donne: che fare? Sviluppare strategie di intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni d’intimità, Carocci 2009, pp. 240.


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